Premio speciale della Giuria di “E’ un piccolo passo” per “2 Ottobre 1939″!

1 11 2009

Vicenza, Festival Nazionale del Cortometraggio “E’ un piccolo passo”:
“2 Ottobre 1939″ vince il PREMIO SPECIALE della giuria per il cortometraggio più in attinenza con il tema del concorso.

Un annuncio assolutamente inaspettato.. soprattutto dopo lo sconforto che mi aveva invaso la prima sera, dopo aver visto che eravamo assolutamente “fouri formato”, talmente corti e veloci, soprattutto se visti dopo i 9 minuti ‘pacati’ del corto proiettato prima di noi..  mi sembrava che il nostro stesse andando a doppia velocità! :/

Still from 2 Ottobre 1939

Watch the movie! (click on the image)

Mi c’è voluto un po’ per realizzare e raggiungere il palco con passo tremante. E un po’ ho maledetto Stefano per avermi “abbandonato” in un momento così complesso. Ricevo premio e complimenti anche per lui..

Premiazione





disegni digiTali

5 10 2009

Video realizzato in occasione della mostra “disegni digiTali” presso il Palazzo Comunale di Sarzana (SP). Mirko Baricchi disegna con la penna Anoto, un nuovo sistema tecnologico di digitalizzazione immediata dei dati tramite una penna, un dispositivo bluetooth, un collegamento alla rete, un software e altri ammennicoli tecnologici.. ;)

Nel secondo video altri disegnatori (professionisti e non) si cimentano nell’utilizzo del misterioso oggetto.

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It’s time to animate a new short!

25 09 2009

E’ tempo di rimettersi al lavoro.. finalmente.

Associazione Tecknos, un associazione culturale che si occupa di nuove tecnologie, ci ha infatti chiesto di realizzare uno spot in stop-motion per la promozione del loro annuale evento ‘Tecknos 2.0″. Accettiamo con piacere, soprattutto io che ho già avuto modo di lavorare a grafica e spot dell’evento 2007 e che mi occuperò anche quest’anno della grafica e dei contenuti video.

Iniziamo a lavorare al soggetto alla fine di luglio. Il tema che ci viene proposto è l’idea di una tecnologia contagiosa, idea che si sposerà poi con lo slogan “Lasciatevi contagiare dalla tecnologia!”.

Ne uscirà questo soggetto: E’ il 2 Ottobre del 1939 quando il ritrovamento di due oggetti misteriosi provenienti dal futuro sembra dar vita ad una vera e propria epidemia tecnologica.





Ghiacciaio del Rutor, Valle d’Aosta

11 07 2009


L’alba, originally uploaded by nicesenzatesta.

 

Prime Luci, originally uploaded by nicesenzatesta.

 



Ghiacciaio del Rutor, originally uploaded by nicesenzatesta.

 



Deserto, originally uploaded by nicesenzatesta.

 



Crepacci finali, originally uploaded by nicesenzatesta.

 



Tunnel, originally uploaded by nicesenzatesta.





Il mare e il ghiaccio

30 04 2009

Era soltanto inizio dicembre che ero seduta con Carlos al piano superiore del Climbing Center di Bristol a bere caffè “all’inglese” e a parlare di quanto mi sarebbe piaciuto imparare a salire (soprattutto) e scendere (anche..) con gli sci..

Alla fine di dicembre, rientrata in Italia, Daniele mi aveva noleggiato un paio di lunghi e pesanti sci arancioni e eravamo andati a Zeri per provare a salire con le pelli e.. cosa più esilarante.. a scendere. Non era andata malissimo.. poca fatica in salita, niente ossa rotte in discesa.. e in ogni caso mi piaceva tantissimo e avrei voluto riprovare.

Siamo tornati lì un po’ di volte e una volta al Cerreto.. dove avevo avuto un attacco di panico solo per scendere da un “poggio” di neve..

Dopo questi pochi exploit un giorno Cristof mi invita ad andare con loro sul Prado. Paurissima! Che faccio? Il Pradoo?! Un monte vero.. sono molto combattuta. Sul Prado ci sono già stata a piedi.. una volta.. ma c’era così tanta nebbia che ricordavo solo bianco..

Alla fine il Cristo mi convince e così conosco Uto, persona meravigliosa, e faccio la mia prima – vera- discesa fuoripista.

Passo una giornata splendida, nonostante il meteo sia contro di noi e la mia tecnica di discesa sia “alquanto discutibile”….. pochi giorni dopo ci riproviamo. Va decisamente meglio.. riusciamo a raggiungere la cima e a scendere con una discreta visibilità.. ho molta meno paura degli alberi e cado solo una volta.. con noi c’è anche Nike, personaggio splendido anche lui..

04_10_monte-prado_08

Autoscatto by Uto

Il tempo di tornare solo una volta a Zeri, su una sorta di pista ormai abbandonata per la fine della stagione e poi la folle proposta..

Io amo il ghiacciaio, non avrei mai potuto dire di no.

Daniele mi aveva oltretutto ingannato in vario modo. Dapprima dicendomi che avremmo fatto della salita (e io pensavo.. vabè.. almeno quella me la godo.. ) e poi dicendomi che in ogni caso la discesa non era affatto difficile perchè l’aveva affrontata la suocera di una zia alla sua prima esperienza con gli sci e un amico anche lui poco pratico.. (e alla fine si scoprì invece che eran tutti sciatori.. ) :D

Partiamo per la Valle d’Aosta nel primo pomeriggio di mercoledì. Daniele ha un amico che ci presta la casa.. dobbiamo trovarla, ma abbiamo tempo. Salendo mi domando, come sempre, per quale motivo non ci siamo ancora trasferiti. Ogni monte enorme che vediamo ci sembra il Monte Bianco.. Sono preoccupata. Da due notti sogno crepacci e valanghe, catastrofi terribili, pendenze inaffrontabili..

Arriviamo infine ad Aosta e poi a Leverogne. Nel parcheggio chiediamo informazioni riguardo alla casa. L’anziano signore che stava seduto sulla panchina ci chiede chi cerchiamo.. il nome.. la cagnolina intanto abbaia come una pazza e il figlio ci chiede anche lui chi cerchiamo. Risolto l’inghippo ci chiede cosa siamo venuti a fare.. “La Vallée Blanche” gli risponde Daniele.. ci dice che non sa se il caso, adesso ha fatto tanta neve, c’è molto pericolo di valanghe e poi i crepacci.. fate attenzione..
Paese che vai uccello del malaugurio che trovi.. penso io.. e intanto mi ritorna in mente il vecchino che appena scesi dalla macchina a Viozene c’era corso incontro dicendoci “Tempestaa! Tempestaa! Erano anni che non vedevo la pressione scendere così velocemente!” Alla fine lui aveva avuto ragione.. Uddio.. 8000 pensieri..

Ci mettiamo circa due ore tra trovare la porta di casa e capire dietro quale delle altre porte erano nascosti i contatori.. Finito di sistemarci andiamo a Courmayeur e poi a La Palud, per vedere gli orari della funivia e per avere un’idea di quanto tempo ci mettiamo in macchina.

La mattina dopo alle 8 in punto siamo di nuovo lì. La prima funivia parte alle 8.30. Ci sono tre guide con i rispettivi clienti. Nessuno fa la Vallée Blanche. Cambiamo oggetto volante tre volte.. e ogni volta lo spazio si fa più stretto e intimo.. Daniele è preoccupato di non trovare la strada e ogni tanto prova a chiedere mezza informazione alle guide.

Arriviamo a Punta Helbronner in 20 minuti. Fa freddissimo. Usciamo sulla terrazza a fare le foto e a vedere com’è la situazione.. c’è un sacco di nebbia ma il versante francese sembra più soleggiato..

[all pictures are under Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.0 Generic Creative Commons license. Photos by Alice Tambellini ]

Aguille Noire de Puterey

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Daniele sulla terrazza di Punta Helbronner

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niCe sulla terrazza di punta Helbronner

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Entriamo nel “rifugio” per chiedere una crema solare e un’informazione.. Daniele chiede conferma sulla direzione.. il signore ci ricorda che siamo su un ghiacciaio e che è pericolosissssssimo.. nel caso uno arrivi fin lì senza rendersene conto.. magari.. chilosà..

Usciamo finalmente sulla neve attraversando una passerella al termine della quale un cartello ci ricorda che “lo facciamo a nostro rischio e pericolo”.. forse avrebbero dovuto metterci il teschietto..

Daniele vede in basso una delle guide e scende di corsa a chiedere conferma.. fa freddo, c’è un vento micidiale, lo scarpone mi si aggancia storto 5 volte e l’altro non mi si aggancia nemmeno, nel frattempo sprofonfo mezzo metro nella neve e mi si sgancia un pezzo di un bastoncino.. alla fine parto tutta traballante, con il vento che mi spinge in tutt’altra direzione.. e lo raggiungo. Dobbiamo spingerci fino sul colle.. il freddo passa subito, il vento si calma e arriva anche il sole.

Sullo sfondo Punta Helbronner

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Il Dente del Gigante

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Ci siamo, partiamo. C’è almeno un metro di neve fresca portata dal vento, forse anche di più e scendere è assai complesso.. oltretutto chi cade è perduto perchè rialzarsi non è comodissimo in tutta quella morbidezza.. in fondo al Col Flambeaux Daniele mi rassicura, “il peggio è passato” e io gli credo finchè non arriviamo alla seraccata malefica più in basso.

prima caduta

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In effetti la neve migliora e intanto ci si apre davanti uno spettacolo mozzafiato.. Daniele è elettrizzato! :)

E intanto ci rendiamo conto, ancora una volta, di come in questi ambienti le dimensioni e le distanze si perdano..
A un certo punto, colta dalla stanchezza guardo l’altimetro. Abbiamo sceso solo 600 metri. Non ci posso credere..

Vallée

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io

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flambeaux

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valleeblanche_032

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tracce

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Continuiamo la discesa per un lunghissimo traverso.. fino a giungere.. appunto.. a Les seracs du Geant.. I seracchi del gigante.. Nel punto più ostico e per me più tragico incontriamo anche gli alpini! ..oltre ad altre 94 persone che scendono in quel momento.. il posto è grande ma “il facile” è piccolo e io sono disperata.. e stanchissima.. e cado, mille volte.

les seracs du geant et les fourmis

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Arrivo sfinita fuori da tutto quel casino. Quasi non posso credere di esserne fuori..

Fortunatamente ci aspetta solo un’immensa, calma e quasi piatta discesa a Montanvert, tra “onde” e pozzi d’acqua blù..
e alla fine tutta la fatica, tutti i timori e tutte le cadute si perdono in un immenso calmo mare di ghiaccio, e resta la gioia, incontenibile, di avercela fatta! ..grazie Dani :)

blu

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il mare e il ghiaccio

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mer de glace

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foto di rito

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Lucca Animation 09

23 03 2009

Eccoci di nuovo al festival.. quest’anno c’è Barry Purves, autore di celebri film in stop motion (come Next o Rigoletto), animatore, regista e scrittore.. un autore assolutamente “completo”, una figura di riferimento, una persona meravigliosa e veramente disponibile.


Assisto al workshop con Stefano e Giulia, Fabio e altri amici accademici. Barry mostra, nel giro di appena due ore come animare male e come animare bene (parola alquanto modesta per descrivere quello che è riuscito a fare in così poco tempo parlando nel frattempo con una sala piena di persone..) spiegando alcune cose su evento-reazione, pensiero-azione, movimento dello sguardo, spostamento del peso..  il tutto animando appunto, su questo traballante tavolino di legno alto quanto un tavolo per bambini, un omino giallo vecchio cent’anni con i giunti ormai anchilosati.

Barry consiglia di animare a passo uno perchè non c’è alcun motivo di togliere fluidità al movimento.. se potesse animerebbe anche a 50 f/s..

Al termine ci mostra quello che ha realizzato.. quasi quattro secondi di fluidissima animazione.. mentre continua a ripetere che animare davanti ad un pubblico e in quella condizione di (in)stabilità ha certamente influito sul risultato..   Siamo incantati.. e a me sale un’immensa voglia di animare, di fare di nuovo qualcosa.

Barry è disponibilissimo, parla con noi e risponde alle nostre domande mentre ci regala cartoline e ci passa il personaggino giallo per fotografarci con lui..

Ho la possibilità di incontrare di nuovo Barry, questa volta un po’ più “da vicino” grazie a Ste, Giulia e a due amici loro che gli chiedono consiglio rispetto al loro progetto per il film di diploma ed è interessantissimo ascoltare le sue opinioni ed i suoi suggerimenti. Ormai perfettamente ambientato a Lucca ci porta poi in giro per la città, estasiato da un luogo così pieno di arte, di musica e di storia. C’è un cielo magnifico oltretutto..





Nel cuore della foresta..

16 03 2009

In paese, originally uploaded by nicesenzatesta.

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Almost There

16 03 2009

Almost There, originally uploaded by nicesenzatesta.





Rifugio Daniele Arlaud

16 03 2009
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Rifugio Daniele Arlaud, originally uploaded by nicesenzatesta.





Buonasera signore Alpi..

16 03 2009

Sera sulle Alpi, originally uploaded by nicesenzatesta.